Teatro Nuovo


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Commedie d'autore

Arsenico e vecchi merletti (Dicembre 2003) Il ritmo della commedia viene regolato da meccanismi ben precisi ed articolati pur restando una commedia di puro divertimento. E' costruita su 25 cadaveri ed è talmente viva da prendersi il gusto di giocare con la morte. I cadaveri che zie e nipoti si palleggiano come in una partita di rugby non sono corpi che furono in vita, ma esseri che hanno semplicemente cessato di esistere. E la soavità con cui viene affrontato questo passaggio dalla vita alla morte fa sì che la commedia non diventi mai tetra.
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Filumena Marturano (Dicembre 1998) Filumena Marturano è sicuramente la più famosa e fortunata commedia di Eduardo. Messa in scena per la prima volta nel novembre 1946 al Politeama di Napoli. La Commedia ha come protagonista Filumena uno dei più grandi personaggi femminili del nostro teatro. Amante, madre, moglie, Filumena Marturano è un personaggio vero, che si serve della finzione e dell'inganno nel tentativo disperato di dimostrare e far accettare agli altri la sua verità.L'eterno conflitto tra individuo e società, la sofferenza, il coraggio, la maternità, la famiglia, la forza d'animo, la fiducia nei giovani e quindi nei figli: è questo il messaggio della commedia, non a caso rappresentata con successo in tutto il mondo per i suoi valori universali
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Sabato, domenica e lunedì (Gennaio 2006) Una fra le più belle commedie di Eduardo, dove l'equilibrio fra testo e interpretazione è particolarmente efficace. Eduardo mette in scena una grande famiglia napoletana in cui s'incontrano e si scontrano 3 generazioni. La vicenda si svolge in un momento storico e culturale molto particolare per l'Italia: gli albori del boom economico che imponeva un nuovo ed improvviso modello di sviluppo. Nuove mode si affacciano all'orizzonte creando, da una parte uno stato di euforia, e dall'altra un senso di confusione e disagio. A questo contesto fa da cornice la crisi matrimoniale dei due protagonisti Donna Rosa e Peppino Priore perni sui quali ruota tutta la famiglia dai parenti più prossimi a quelli allargati che pur dividono lo stesso tetto. La crisi dei due è determinata dall'incapacità di comunicare che alimenta la gelosia di Peppino e la paura di Donna Rosa di svanire l'interesse del marito nei suoi confronti.
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Tutto per bene (Maggio 2006) Tutta la commedia è costruita su una rivelazione tardiva che si manifesta a Martino Lori in maniera fulminea e drammatica. L’intera sua esistenza, dalle pieghe più intime dell’ anima alla sua immagine pubblica nella vita sociale erano, prima di questo evento, fondate sull’inconsapevolezza di un fatto essenziale legato alla figura della moglie tanto amata. Una volta scoperta la verità, il suo mondo crolla inesorabilmente. Intorno a sé non resta altro che un cumulo di macerie nel quale non è più capace di trovare una collocazione, di dare un senso a quell’esistenza ormai “svuotata” di ogni significato. Martino incarna in sé l’ingenuità al punto tale da non scorgere il male neanche quando questo gli si palesa d’avanti agli occhi. Al tempo stesso è capace di un riscatto morale che innalza la sua figura al di sopra di tutto e che trasforma l’odio in esaltazione dell’ integrità morale proprio quando la sete di vendetta e il dolore del tradimento gli lacerano il cuore
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